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"Attacco al K2"
MS06F2-ZakuII
Resina - Autocostruzione scala 1/220

L’idea: Questo diorama nasce dopo la lettura della sidestory di Gundam disegnata da “Rei Nakahara” che tratta una breve storia di un pilota di MS Zioniano (Sottotenente Morris R. Lachenal) il quale essendo di istanza presso una Base ai piedi del famoso K2 , viene preso dall’impulso di completare la scalata che non era mai riuscito a terminare anni prima e nella quale era morto il suo compagno di arrampicata. Decide di farlo con un MS aquipaggiato con serbatoi supplementari di carburante e disertando percio’ dall’esercito. Il mio amico Pierpaolo aveva preso anche lui l’idea da questo racconto per un diorama ma forse e’ stato un poco avventato cercando di riprodurre la scalata in un tratto in cui lo Zaku poteva camminare seppur con difficolta’ ed in mezzo ad un a tormenta di neve. Purtroppo non ha pensato che far rendere l’idea di una tormenta di neve in un diorama non e’ facile e cosi il diorama non ha avuto molta fortuna. Io sono partito da un punto di vista diverso e cioe’ dalla scena che dipinge lo zaku in scalata su parete verticale dotato delle asce cosi da poter rendere meglio il fascino della storia. In secondo luogo io avevo deciso di usare un modello di Zaku in scala 1/220 molto piu’ facile da posizionare mentre lui ha usato un modello Master Grade che e’ in scala 1/100 e percio’ piu’ ingombrante.
Ho voluto realizzare questo diorama, anche se la scena e’ alquanto irreale (un Mecha di 17,5 metri e del peso di circa 60 tonnellate non penso possa scalare agevolmente una montagna senza distruggere tutto), perche’ mi dava idea di poter rendere il pathos dell’azione e dare un brivido in piu’ a chi guarda la scena.

Premesse: Devo ora fare alcune premesse per far capire meglio del perche’ di alcune scelte. Inizio dal MS che i piu’ smaliziati riconosceranno non essere lo stesso modello del fumetto e cioe’ ho usato uno Zaku II MS-06 F2 che entra in uso verso la fine del conflitto mentre quello del fumetto e’ il modello base di Zaku II MS-06 F in uso all’inizio del conflitto della guerra della OneYearWar. Questa scelta e’ stata fatta poiche’ avevo gia’ in fase di scultura il suddetto modello che differisce dall’altro per il dettaglio sugli skirt, gli avambracci e la parte frontale del busto per cui, essendo particolari non di primaria importanza al fine della scena, ho preferito non eseguire le modifiche. Ho comunque eliminato i due truster vernier ai lati dei polpacci perche’ denotavano la versione spaziale. Ho dovuto anche creare ex-novo un jetpack perche’ quello del fumetto e’ l’unico disegno mai realizzato di quel tipo e nel frattempo ho realizzato anche i serbatoi di propellente.
Lo Zaku che ho scolpito e’ parte di un progetto che sto portando avanti per realizzare alcune delle versioni di questo ormai famosissimo MS dovendo cambiare solo alcuni particolari mantenendo quasi inalterato il corpo principale. Per evitare di scolpire da zero tutti i pezzi del modello ho utilizzato (non per incapacita’ ma per velocizzare ed avere un riscontro per la scala) come base uno Zaku in scala 1/220 proveniente da una fiera giapponese e che aveva il brutto difetto di essere a posa fissa in piedi e la non perfetta proporzione delle parti. Il dettaglio e’ stato comunque cambiato su molti dei pezzi originali poiche’ non erano in tono con quelli da me scolpiti e per tenere un’omogeneita’ di design. Io cerco principalmente di tenere fede ai disegni dei filmati senza contare sulla realta’, in un secondo tempo posso poi dettagliare il modello nella maniera che voglio, fumetto o fantarealta’.

Realizzazione Zaku: Per realizzare il modello sono partito, come accennato prima, da un kit in posa fissa che non mi dispiaceva del tutto ma che comunque aveva bisogno a mio avviso di alcune migliorie oltre al rendere il modello posizionabile.
La prima cosa e’ stata realizzare alcune copie del busto da disassemblare e realizzare cosi i pezzi separati cambiando alcuni dettagli e per mantenere integro l’originale. Ho cosi realizzato il busto superiore, gli skirt laterali e frontale ed il bacino. Per le cosce ho dovuto ricreare la parte mancante poiche’ essendo posa fissa erano state riprodotte solo a meta’ senza lo snodo superiore del bacino cosi come il bacino che e’ stato riscolpito quasi per intero. Le ginocchia anche hanno subito modifica essendo mancanti di una parte e cosi i polpacci dove ho dovuto scavare per creare lo spazio di snodo del ginocchio. La parte superiore del busto e’ stata dettagliata con l’aggiunta del meccanismo di aggancio della spalla realizzata con finti pistoni di plasticard, cavettini di rame ed un pezzetto di molla metallica. Tutte le giunture del corpo sono state rese posizionabili con agganci a sfera oppure con possibilita’ di movimento a rullo (come il ginocchio)
Per le braccia il lavoro e’ stato minore poiche’ l’avambraccio andava bene cosi ed ho dovuto solo modificare la spalla per il cambio di aggancio al busto . Per la testa ho solo scolpito il dettaglio per la rotaia di scorrimento dell’occhio. Ai piedi ho riscolpito l’attacco al polpaccio per renderli posizionabili. La spalla chiodata in origine era un blocco unico con la parte interna cosi ho scavato con una fresetta in maniera da avere questa movibile, ed ho ovviamente duplicato la spalla destra ricreando l’aggancio. Lo scudo che va sulla spalla destra e’ stato creato ex novo con plasticard perche’ il vecchio non era corretto come misura.
Un problema che affligge tutti gli Zaku a mio parere e’ l’ascia che e’ sempre di dimensioni ridotte, cosi per rendere meglio la scalata con quest’ultima l’ho ricreata da zero partendo da un pezzo di tondino di ottone e realizzando la lama , l’impugnatura ed altri dettagli con il plasticard. La resa finale e’ molto piu’ appagante e rende meglio la robustezza di quest’arma. Per questo Zaku ho anche realizzato un Jetpack ed i serbatoi dedicati poiche’ non esiste una configurazione di questo tipo in nessuna altra serie, ho naturalmente usato una base di Epowood con dettagli wave e parti clonate in resina da lavori precedenti.

Basetta: per la basetta mi e’ venuto in aiuto mio padre che da pensionato fa lavoretti con il legno e cosi mi ha realizzato la basetta con parete verticale per sostenere il tutto. La parete rocciosa e’ stata realizzata usando una base abbozzata di Epowood testurizzata scolpendola e coperta poi con stucco ed alcune mani di fondo stucco a bomboletta, ovviamente verificando prima la posizione del MS con i punti di contatto sulla roccia. Per rendere meglio l’idea della scena ho digitalizzato le pagine del fumetto con la scena interessata e dopo qualche modifica di taglia ed incolla ho stampato a misura il risultato ed incollato alla superficie orizzontale libera della basetta.

Colorazione: per la colorazione ho cercato di andare a logica poiche’ il fumetto e’ in bianco e nero e non si puo’ sapere esattamente che modello fosse cosi ho optato per la livrea verde poiche’ corrisponde a vari dettagli suggeriti nel racconto. Il particolare principale che mi ha fatto decidere e’ che essendo in regione montana di sicuro non avrebbero stanziato un modello desertico ed il pilota durante la scalata si lamenta che essendo un modello terrestre la chiusura dell’abitacolo non e’ perfetta ed il riscaldamento non riesce a diminuire il freddo, il modello desertico ovviamente ha solo il condizionatore. Il mecha non e’ stato invecchiato troppo per non perdere la sua connotazione fumettosa ma una giusta quantita’ si e’ resa necessaria per rendere meglio la scena.
Considerazione Finale: Ora con il master del modello faro’ ancora alcuni ritocchi necessari che ho riscontrato nell’assemblaggio e successivamente vedro’ di realizzare una tiratura limitata di questo modello in versione rifinta e migliorata.

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