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BANG - SSI - COBALLKAN
Volks "SuperSpiritSeries" -
1/100 Resina

SSI Coballkan (o "Harezu no ninngyo" o "Bang Doll"): questo è il nome della MH (Mortar Headd) costruita per mano di tre dei maggiori costruttori (Meisters) di MH, Drs. Crosbin, Woona e Ballanche e assegnata ai "Lown Knights of Coballkan Sutra" del pianeta Kallamity. Conosciuta anche come la Mortar Headd delle Mortar Headd, la Bang Doll ("Bambola esplosiva") è dotata di incredibile potenza. Ne esistono più esemplari, 137 per l'esattezza, ognuno dei quali caratterizzato da varianti estetiche e diverso grado di potenza, 5 sono le più famose e assegnate all'èlite dei Cavalieri di casta superiore. Le Bang Doll sono tanto belle ed eleganti, quanto pericolose e micidiali. Sono capaci di teletrasporto e la loro altezza varia tra i 14 e i 15,3 metri di altezza, mentre il loro peso oscilla intorno alle 121 tonnellate. La sua potenza sviluppata è pari a 1,35 trillioni di cavalli e il suo primo impiego avviene nell' SC 2600.


Questo kit è l'originale della prima versione di Bang Doll della Volks, quella "Super Spirit Series" 1/100 del '92. La storia della realizzazione di questo modello è stata piuttosto lunga e travagliata. Dopo averlo ordinato direttamente alla Volks nel '93 (all'epoca non conoscevo altro metodo per procurarmi questi kit), il kit si rivelò molto più impegnativo di quanto mi aspettassi, soprattutto rispetto alle capacità tecniche che possedevo, così lo finii, dopo numerosi errori e a varie riprese, alla meno peggio, con una discutibile colorazione bianco-sbiavido. Avevo rovinato il piccolo scudo del braccio destro, tutte le giunture (fisse) delle gambe dei piedi e avevo irrimediabilmente rovinato e spezzato quasi tutte le sottili parti metalliche in dotazione, come i tubi e le caratteristiche code (o fruste) posteriori.

Il modello rimase con la goffa postura e le sembianze riportate nella foto qui sopra per più di 8 anni fino a quando, nel novembre 2001, stanco di vederlo così, non ho preso la dura decisione di rifarlo tutto da capo, ma con una variante sostanziale. Decisi di distaccarmi dalla solita versione SSI, optando per l'insolita versione comunemente chiamata "Square Shield" che compare alla fine del V volumetto della saga (qui riprodotta mentre combatte con un Black Knight) che, oltre ad alcune varianti presenta uno scudo diverso, squadrato appunto. In più volevo darle quell'eleganza di proporzioni e quello slancio che solo le illustrazioni di Mamoru Nagano e il kit Work Shop Cast di Ikushima (e ora anche la nuova versione MM della Volks) possiedono e che mancavano del tutto nella mia. Così, una volta interamente smontata, ho immerso tutti i pezzi in una bacinella piena di diluente e, con un vecchio spazzolino da denti ho provveduto a rimuovere completamente la vecchia verniciatura. In seguito ho fatto una sorta di progetto di tutte le variazioni, più o meno radicali, da eseguire.
Eccole in dettaglio:

Piedi:

proseguendo la linea dello "stivale" ho prolungato con stucco Milliput il collo del piede di circa 1 cm adattando ad esso anche la relativa giuntura meccanica. Inoltre ho ridotto al minimo lo spazio tra i due "tacchi", tagliando alcune parti della meccanica tra di essi.

Gambe
:
essendo questa la parte maggiormente incriminata di rendere particolarmente tozzo questo modello, ed essendo inconcepibili delle protesi aggiunte ad una o all'altra estremità, ho optato per la strada più lunga e impegnativa. Tenendo come riferimento lo scalino tra la parte inferiore della gamba (quella che copre il collo del piede, per intenderci) e il resto che arriva fino al ginocchio, ho segato in due parti il pezzo proprio lungo quello scalino. Poi, ripassando più volte le due facce su un foglio di carta abrasiva di grana piuttosto grossa precedentemente fissato sul piano del tavolo, ho asportato tutte le irregolarità dovute al taglio, rendendo le due estremità perfettamente combacianti. In seguito ho forato le due parti preoccupandomi di tenerle in asse affinchè potessero essere unite da un tondino di 2 mm. Una volta compiuta questa operazione per entrambe le gambe, ho distanziato le due sezioni di 1 cm, colmando il vuoto con stucco Milliput. Una volta indurito, ho provveduto alla lisciatura, operazione estremamente delicata, in quanto volevo evitare di rovinare i particolari e le incisioni esistenti, tantomeno danneggiare lo scalino della "ghetta" sottostante. Una volta rifinito il tutto e ricreato la parte mancante del meccanismo posteriore, ho dovuto prolungare i particolari e le incisioni con la punta del cutter. Inoltre, dopo averla intagliata su un foglio di Plasticard, ho incollato la "V" sulla parte anteriore della gamba sinistra, che in origine era concepita come decal.

Coscie:
indubbiamente anche la coscia doveva essere allungata, ma non potendo seguire il metodo usato per le gambe di "taglio e inserimento" a causa dell'abbondanza di incisioni anteriori e dettagli meccanici posteriori presenti sulla sua superficie, ho optato per un'altra soluzione. Sempre con stucco Milliput ho realizzato una protesi "meccanica" sulla parte superiore dell'arto, spostando più in alto la giuntura che la collega al bacino di circa i cm e cancellando le tracce di quella preesistente. In più ho ricreato la meccanica del ginocchio (in origine quasi inesistente), alzando il tutto ulteriormente di circa 3 o 4 mm.

Bacino e gonnella
:
avendo allungato le gambe di circa 3 cm e mezzo, onde evitare sproporzioni, ho dovuto adattare anche la gonnella, spostando le sue placche più in basso di circa mezzo cm, dando così più respiro anche al busto. Le due parti laterali - centrali sono invece state allungate al solito modo, creando una protesi di Milliput. Stesso discorso per la parte frontale - centrale, la cui punta è stata allungata di circa 4 mm.

Bang-Doll

Busto
:
Anche il busto è stato allungato di circa 2 mm con uo spessore di stucco nella parte superiore e inferiore, in seguito adattato e rifinito seguendo le convessità della meccanica.

Torace
:
L'unica variazione del torace è stata il ricrearne la parte dorsale, operazione per la quale mi sono ispirato alla Ban Doll WSC di Ikoushima (come al solito ho utilizzato il Milliput).

Testa
:
Essendo la testa un'altra variante sostanziale della versione "Square Shield", ed essendo dotata di uno spuntone molto più corto rispetto alla versione "normale", ho staccato la lunghissima lama (14 cm) ancorata sulla sommità della testa, tagliando via gli ultimi 6 cm. Poi ho incollato la lama così ottenuta sulla sommità della testa, precedentemente ricostruita seguendo le indicazioni dell'illustrazione di Nagano e della recente versione Volks MM.

Spalle:
Sempre seguendo la suddetta illustrazione ho provveduto a variare le protezioni anteriori, rendendole più triangolari e squadrate e avvicinandole al torace, mentre le protezioni posteriori sono state allungate e allontanate dal torace (poiché urtavano contro di esso). In seguito ho rifatto il meccanismo di giuntura al torace, rivestendo un tondino di 2 mm con stucco Milliput, successivamente lavorato a secco. Infine ho aggiunto, sulla superficie anteriore della spalla destra e su quella posteriore della sinistra altre due "V" intagliate nel Plasticard.

Braccia
:
Poichè la parti superiori delle braccia erano cortissime e tozze, le ho autocostruite, tenendo conto della meccanica posteriore. Il piccolo scudo del braccio destro è stato quasi del tutto rifatto, così come tutte le meccaniche tra un pezzo e l'altro. Per quanto riguarda il braccio sinistro, quello che avrebbe dovuto portare il nuovo scudo, è stato tutto rinforzato con un tondino di 2 mm che, partendo dalla spada, usciva sopra la mano. In seguito il pezzo scoperto, dopo essere stato rivestito di Milliput, si è trasformato nel meccanismo di sostegno dello scudo, come al solito intagliato e rifinito a secco con cutter e carta abrasiva di più grane.

Bang-Doll.............Bang-Doll

Scudo
:
lo scudo è stato completamente autocostruito a più stadi, seguendo le poche indicazioni formali di cui disponevo. Per prima cosa ho tagliato come supporto la forma desiderata su un foglio di zinco, nel mezzo del quale ho proceduto, sempre col buon vecchio Milliput, col creare i meccanismi centrali. Una volta ultimati e rifiniti li ho protetti rivestendoli da uno spessore di resina (ricavata dalle eccedenze dei fogli dello stesso kit) delle stesse dimensioni, attorno al quale ho iniziato con l'appoggiare uno strato di Milliput di circa 3 mm di spessore, che sarebbe diventata la superficie più ampia e liscia dello scudo. Una volta indurita questa superficie ho staccato la protezione rettangolare di resina, che aveva già creato il dislivello tra la parte centrale ed il resto. All'interno ho incollato un foglio di Plasticard della stessa forma perimetrale dello scudo, ma più stretto di circa mezzo cm, per livellare il tutto e sul quale ho proceduto col modellare i meccanismi interni, seguendo il solito procedimento.

Tubi e "code" posteriori
:
I tubi, essendo quelli originali andati perduti o rotti, sono stati autocostruiti rivestendo del fil di ferro con piccoli anelli separati uno dall'altro per creare la caratteristica fessura. Anche le "code" o "fruste" sono state ricostruite da zero, poiché quelle originali si erano spezzate in più punti. Per ognuna delle tre code posteriori ho seguito questo procedimento: dopo aver intagliato da un foglio di Plasticard 8 placchette (7 uguali e quella finale più lunga), le ho incise verticalmente sulla metà per facilitare la piegatura di ognuna di esse "a spiovente". Dopo aver fatto questa operazione per tutte le placche necessarie a tutte e tre le code, le ho incollate su del fil di ferro precedentemente tagliato a misura. In seguito ho rivestito la parte interna di ogni placca con Milliput, per coprire il fil di ferro e la colla.

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Verniciatura
:
Per quanto riguarda la colorazione ho optato per una tonalità più neutra e grigia per distinguerla dalla Bang Doll tradizionale. Dopo aver lavato e sgrassato con cura tutti i pezzi e una volta asciugati perfettamente, ho proceduto con la stesura ad aerografo di un primer grigio molto scuro, ottenuto dalla mescola di Flat base + Flat black + Flat white Tamiya. Su di esso ho steso il grigio definitivo più lucido (White + Semi-gloss black + una punta di blu, sempre Tamiya), non uniformemente, ma lasciando trasparire aloni più scuri, soprattutto nelle vicinanze delle parti meccaniche. In seguito, una volta asciugato perfettamente il tutto e dopo aver mascherato tuttte le parti necessarie con nastro per mascherature Tamiya, ho verniciato con colori Gunze (Il pigmento del bianco è decisamente meglio di quello Tamiya, soprattutto per quello lucido) le parti più chiare, ottenendo un bianco panna dalla mescola del bianco con una punta di giallo. Per quanto riguarda le parti meccaniche, per lo più ancora rivestite soltanto dal primer, ho eseguito su di esse un drybrush con un grigio leggermente metallizzato. Tutti i particolari sono stati eseguiti passando, con un pennello tondo molto sottile dell'inchiostro nero. Infine , sempre a pennello, ho realizzato le sporcature e le colature con mordente per legno.

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